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Associazione Ti Auto Io

Più di 2000 persone alla festa del decennale dell'Associazione TI AIUTO IO ONLUS di Candelo

E' stato un successo, l'evento di 3 giorni, organizzato dall'associazione di volontariato candelese. Alla serata convegno di venerdì sera erano presenti più di 150 persone che hanno assistito con interesse e stupore alle performances degli ospiti invitati, si é partiti con un video mozzafiato dell'alpinista senza una gamba Oliviero Bellinzani, in cui l'atleta supera un'affilata cresta con il solo ausilio delle sue stampelle. E' poi toccato a Mario Salamone raccontare la storia della sua vita da audioleso in un mondo, quello della scuola prima e del lavoro poi, che lo ha accolto integrato con un percorso di formazione ad hoc.

La seconda parte della serata, condotta da Riccardo Alberto e Luisa Nuccio é proseguita con le spettacolari immagini di Argo Challenge alla regata di Porto Cervo, dove con un equipaggio formato da disabili e normodotati in cui erano presenti anche gli ospiti Roberto Zorzi e Pierangelo Vignati, sono emerse abilità e legami di amicizia fuori dal comune.

L'ultimo intervento é stato quello di Gianni Moggio, responsabile del vigneto del Sorriso, un progetto dell'Associazione TI Aiuto io Onlus che ha saputo conquistare un semplice appassionato di vino trasformandolo nella guida spirituale di un gruppo di volontari disabili e non che producono un vino speciale, il Vino del Sorriso.

Il clou dell'evento é stato sicuramente sabato sera, si é partiti alle 20:00 con la Corri Joelette, una corsa di 8 km circa per le vie di Candelo in cui più di 100 runners hanno accompagnato 5 ragazzi disabili sulle speciali carrozzine in una corsa integrata con arrivo in Piazza Castello tra gli applausi del pubblico.

Alle 21:00 sono entrati in scena i Drum Teate un gruppo di percussionisti in cui vi sono anche ragazzi down, capitanati da un grande trascinatore come Sergio Cherubini, che hanno fatto letteralmente esplodere le 1500 persone presenti in piazza che hanno sorretto per un'ora con battimani ritmati la performance degli artisti. Il momento più toccante é stato quando Massimo, un ragazzo in carrozzini con forti limitazioni di movimenti, é stato invitato a suonare con la band iniziando un ritmo su un tamburo che poi si é trasformato nel ritmo di tutti i componenti del gruppo. L'energi é proseguita con il gruppo dei liberi dentro che hanno suonato i più grandi successi rock/pop degli ultimi 20 facendo scatenare la piazza fino alla fatidica mezzanotte, ora in cui un fantastico flash mob realizzato dai ragazzi degli istituti di Anffas, Domus Laetitiae e Centro Don Franco Picco e con tante persone del pubblico ha simulato un temporale con il solo movimento delle mani.

Il vero temporale, come da attese é arrivato la domenica, facendo temere in un primo momento che la festa programmata al Parco dell'Albero d'oro, con gli allievi della Scuola Circo Flic di Torino potesse saltare. In un battibaleno, grazie ad un paio di telefonate ed allo spirito di unione che regna nel volontariato candelese il parroco Don Attiliio ha messo a disposizione il salone dell'Oratorio di S. Pietro dove si potuta svolgere la festa con tanti bambini e con il gruppo biellese della Carrozza Bianca che ha portato gioia e colore. Più di 200 persone che si sono cimentate nelle arti circensi.

Sono stati 3 giorni di emozioni intense, così intense che in certi momenti hanno portato anche alle lacrime, mentre in altri hanno fatto letteralmente esplodere i cuori. Il denominatore comune é stato proprio ciò che il logo dell'Associazione Ti AIUTO IO rappresenta, ossia il valore positivo che le persone con disabilità sanno dare alla società.

Non sono stati giorni di volontariato nel senso classico del termine, sono stati giorni di amicizia e divertimento tutti insieme, giorni nei nei quali le diversità tra chi cammina e chi é su di una sedia a rotelle non sono esistiti. L'Associazione TI AIUTO IO non poteva attendersi un modo migliore per celebrare il proprio decennale e per aprire le porte verso un mondo in cui un giorno lo stare insieme a persone con disabilità non sarà più percepito come una forma di volontariato di una parte verso l'altra, ma sarà semplicemente stare bene insieme.